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Nama Chocolate (tipo Royce’) e San Valentino in Giappone

nama chocolate san valentino giappone

Ancora qualche giorno ci separa da una delle feste più commerciali di tutti l’anno: San Valentino. Non appena si parla di questo giorno, l’opinione pubblica si divide tra quelli che lo adorano e quelli che lo disprezzano, ricordando cinicamente che l’amore andrebbe professato tutti i giorni.

Opinioni personale a parte, sono i fatti a parlare: ogni anno, puntuali come un orologio svizzero, i negozi si tingono di rosso, tra gli scaffali del supermercato cominciano a spuntare confezioni di cioccolatini come se non ci fosse un domani e, tra un mazzo e l’altro, le fiorerie fanno affari. Perchè alla fin fine, in Italia, San Valentino è sinonimo di rosa rossa.

Funziona così anche in Giappone? Non proprio.

In Giappone, a San Valentino, sono le donne a fare i regali agli uomini: cioccolatini, per la precisione.

Esistono due tipi di cioccolato, Giri-choco (義理チョコ) e Honmei-choco (本命チョコ). La parola giri siginifica letteramente “dovere” ed è la cioccolata che le ragazze sono tenute a regalare ai colleghi, al proprio capo o agli amici maschi più stretti senza alcuna promessa d’amore: è la società a volerlo. L’Honmei choco, invece, è quella che viene data in dono a colui che è (o si spera possa diventare) il proprio fidanzato.

Ma non è finita qui: il 14 Marzo tocca agli uomini rispondere ai regali ricevuti esattamente un mese prima, nel cosiddetto White Day. Le donne, però, in cuor loro sperano di ricevere qualcosa che abbia più valore di una semplice scatola di cioccolatini. Per dirla alla giapponese: “えび で たい を つる” (Ebi de tai wo tsuru), letteramente “Pescare un orata con gamberetto”!

La maggior parte delle volte l’Honmei Choco, la cioccolata da regalare al proprio amato, non viene semplicemente comprata al supermercato ma bensì preparata in prima persona, per dimostrare quanto sia forte il proprio sentimento.

E se dici cioccolato e Giappone nella stessa frase, non puoi non pensare alla Nama Chocolate.

La Nama Chocolate (生チョコ) nasce in Giappone alla fine degli anni ’80 per mano dello chef Masakazu Kobayashi, ma si vocifera che l’ispirazione sia arrivata dal Pave de Geneva, un dolce svizzero molto simile. L’azienda più famosa a produrla è la Royce‘, con base in Hokkaido e in poco tempo è diventata uno dei souvenir più popolari e più amati del Giappone.

nama chocolate san valentino giappone

Immagine tratta da Google

In Giapponese la parola Nama vuol dire non cotto, fresco e la Nama Chocolate, infatti, è un mix di cioccolato, panna e liquore che non richiede alcuna cottura, fatto rassodare e tagliato in piccoli quadratini dalla consistenza fondente. Credetemi quando dico che si sciolgono lettalmente in bocca!

Farli in casa è di una semplicità inaudita: bastano tre ingredienti, un pentolino e uno stampo quadrato. Io ne ho usato uno delle dimensioni di 15x15cm, se ne avete uno più grande vi consiglio di riproporzionare le dosi della ricetta.

Una volta pronti potete metterli nei pirottini e sistemarli all’interno di una bella scatola, pronti per essere regalati.

nama chocolate san valentino giappone

L’unica difficoltà della Nama Chocolate è resistere alla tentazione di mangiarsela tutta in un solo boccone!


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Creeremo una bellissima gallery da leccarsi i baffi!


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👉 Raspberry Swirl Tart

👉 Torta Red Velvet

👉 Biscotti della Fortuna personalizzati

Nama Chocolate: vediamo come prepararla!

nama chocolate san valentino giappone

Nama Chocolate

Print Recipe
Serves: Stampo Quadrato 15x15

Ingredients

  • Per la Nama Chocolate:
  • 280 g di Cioccolato fondente (o mix Latte/Fondente)
  • 200 ml di Panna fresca
  • 1/2 cucchiai di Liquore (Brandy, Cointreau)
  • 15 g Burro
  • Per la Decorazione:
  • Cacao amaro in polvere

Instructions

1

Foderate di carta forno uno stampo di forma quadrata, delle dimensioni di 15x15cm. Mettete da parte.

2

Tagliate il cioccolato a piccoli pezzetti e mettetelo in una ciotola capiente. Unite il burro.

3

Versate la panna in un pentolino e scaldatela sul fuoco fino a portarla quasi al punto di bollore.

4

Versate la panna sul cioccolato fondente e lasciate riposare per un minuto. Dopodichè, aiutandovi con un leccapentole, mescolate lentamente fino a sciogliere completamente il cioccolato. Otterrete una ganache.
Aggiungete il liquore.

5

Versate il composto nello stampo, coprite con della pellicola trasparente (non a contatto) e lasciate rassodare in frigorifero per almeno 4 ore, meglio se tutta la notte.

6

Prima di sformare la Nama Chocolate, spolverate con abbondante cacao amaro un tagliere, un vassoio o direttamente il piano di lavoro. Appoggiateci sopra la ganache ormai rassodata, togliete la carta forno e spolverate tutta la superficie con altro cacao amaro (in questo modo non sarà più appiccicosa).

7

Con un coltello lungo e affilato, ricavate 12 quadratini. Per ottenere un taglio perfetto e pulito, riempite una pentola o una caraffa di acqua calda e tenetela al vostro fianco: ci immergerete il coltello dopo ogni taglio, per pulirlo.

8

Passate ogni quadrato nel cacao amaro, in modo da ricoprire anche i lati.

9

Mettete nei pirottini e conservate in frigorifero o in un ambiente molto fresco.

Summary
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Recipe Name
Nama Chocolate
Published On
Preparation Time
Cook Time
Total Time

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  • Michela|civiconumerosei
    1 febbraio 2018 at 17:20

    Che bello quando le ricette sono accompagnate dalla loro storia!! Complimenti! Ma quanto difficile è imparare il giapponese?!??

    • Passami la Ricetta
      5 febbraio 2018 at 11:31

      Ciao Michela,

      Non è così difficile come si può pensare! La pronuncia delle sillabe è molto simile a quella italiana e le regole grammaticali sono piuttosto intuitive! 🙂

      La parte più complessa, oltre ad imparare i vari vocaboli, è memorizzare tutti i Kanji (gli ideogrammi) e capire quale grado di formalità usare a seconda dell’interlocutore con il quale si parla: quando si vuole dare del lei ad una persona cambiano i sostantivi, i verbi da usare, i vocaboli… Giusto per complicarsi un po’ la vita! Ma alla fine, se ti piace, vai avanti e superi ogni ostacolo 🙂

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